Buon anno nuovo!

Noi per divina grazia siamo all’alba di un nuovo anno;

quest’anno,

di cui solo Dio sa se vedremo la fine,

deve essere tutto impiegato a

riparare per il passato,

a proporre per l’avvenire;

e a pari passo coi buoni propositi

vadano le sante operazioni.

padre Pio, la purezza e le femmine scollacciate

Padre Pio aveva molto a cuore la virtù della purezza, messa, già a quei tempi, a dura prova dalle prime minigonne ed abiti a maniche corte. Egli era, infatti, ben consapevole d10734_186205641012_184913721012_4295382_4778907_n[1].jpgegli effetti nefasti della moda indecente, che induce molte anime ad acconsentire al peccato grave.

Pio esercitò durante tutta la sua vita la virtù della purezza in grado eroico e, conoscendone il sommo valore per il raggiungimento del Regno dei Cieli, voleva che anche gli altri la conservassero intatta da ogni contaminazione di peccato e la custodissero gelosamente. Della donna Padre Pio aveva un concetto altissimo e ciò lo spingeva a denunciare tutto ciò che denigrava e sviliva la dignità femminile e che riduceva la donna ad un puro oggetto di piacere, in particolare la moda. Già prima degli anni sessanta, quando ancora non imperava la moda delle minigonne lanciata da Mary Quant, prevedendo le future tendenze della moda che avrebbero svestito le donne, Padre Pio si preoccupava di instillare in loro l’amore alla modestia e la decenza nel vestire. Esigeva quindi in modo intransigente che le donne fossero vestite decentemente, come conviene a persone timorate di Dio, prendendo come riferimento di condotta la Madonna, insigne modello di purezza liliale. Il Santo soffrì molto per le mode scandalose, che definiva «un tremendo male» per le anime, perché inducono gli uomini al peccato, ai cattivi pensieri e ai torbidi desideri. Non poteva sopportare che le donne mercificassero il loro corpo vestendo in modo provocante per attirare su di sé l’attenzione maschile con le gonne sopra il ginocchio, con abiti scollati e senza maniche. E a quei tempi non si usavano ancora gli abiti trasparenti, le canottiere che lasciano scoperta la pancia, le gonne e i pantaloni aderenti…

Padre Pio aveva tanto a cuore il problema della purezza che le norme di condotta cristiana riguardo all’abbigliamento diventarono anche oggetto di lettere ai suoi figli spirituali. Si legge infatti nell’Epistolario: «Le donne che cercano la vanità delle vesti non possono mai vestirsi della vita di Gesù Cristo e codeste perdono ogni ornamento dell’anima, non appena entra questo idolo nei loro cuori. Il loro abito, come vuole san Paolo, sia decentemente e modestamente ornato, però senza conciature di crini, senza oro, senza gemme, senza vesti che abbiano sentore di lusso e ostentazione di fasto». In questo, il Santo del Gargano si riallacciava mirabilmente al messaggio della Madonna di Fatima, che aveva preannunciato alla beata Giacinta, la più piccola dei tre pastorelli, la venuta di mode che avrebbero offeso Nostro Signore. Tutte le figlie spirituali di Padre Pio seguirono il suo accorato consiglio di allungare l’orlo della gonna fin sotto il polpaccio per controbilanciare, con questa loro penitenza, il male che facevano le altre donne col portare le minigonne. In confessionale, Padre Pio sbatteva molto spesso lo sportello in faccia alle penitenti che si presentavano in abiti disdicevoli alla sacralità del luogo, in gonne sopra il ginocchio e con camicette senza maniche o a maniche corte. Redarguiva con durezza anche quelle donne che, prima di presentarsi a lui, aprivano la cerniera e facevano scendere la gonna perché sembrasse più lunga. Spesso si sentivano frasi simili: «Pagliaccio…», «Vestiti da cristiana!», «Sciagurata, va ‘ a vestirti!», «Ti segherei le braccia… perché soffriresti di meno di quello che soffriresti in Purgatorio… le carni scoperte bruceranno!» Un giorno, una signora, per andare a confessarsi da lui, si allungò occasionalmente la gonna, ma il Santo se ne accorse e la mandò via. Il pomeriggio la stessa signora fu presentata al Padre come una grande benefattrice, ed egli dispiaciuto disse: «E io stamattina ti ho dato il benservito». Ma la signora, che aveva imparato la lezione, lo ringraziò amabilmente per la riprensione. Neppure gli uomini uscirono indenni dalla crociata di Padre Pio sulla decenza nel vestire. Ad un uomo, che era andato a confessarsi da lui in maglietta a mezze maniche, intimò con una fermezza che non ammetteva repliche: «’Vagliò, o ti allunghi le maniche o ti accorci le braccia!».

Cosa direbbe oggi Padre Pio a quegli uomini che vanno in chiesa e alla Santa Messa in tenuta da spiaggia, in braghette corte e canottiera?

Anche con i bambini, per un fine pedagogico, Padre Pio fu inflessibile. Una volta gli fu condotto un gruppo di bambini per ricevere la sua benedizione. Era estate e faceva molto caldo: i bambini indossavano i pantaloncini corti. Appena Padre Pio li vide in quella tenuta, li mandò via tutti dicendo loro: «Andate prima a vestirvi». Poi spiegò ai presenti: «Devono imparare da piccoli a conservare la loro dignità».

“Desidero che voi tutti, miei carissimi figli spirituali, attacchiate con l’esempio e senza alcun rispetto umano una santa battaglia contro la moda indecente.
Dio sarà con voi e vi salverà!…

Le donne che cercano la vanità nelle vesti non possono mai appartenere a Cristo, e codeste perdono ogni ornamento
dell’anima non appena questo idolo entra nei loro cuori. Si guardino da ogni vanità nei loro vestimenti, perché il Signore permette la caduta di queste anime per tali vanità”. (San Pio da Pietrelcina) .

Suor Fulgenzia Zanovello, Terziaria Francescana Elisabettina

Vi parlo di Suor Fulgenzia -anche riproponendovi quel che scrissi qualche mese fà appena appresi la notizia della sua morte- e lo faccio proprio oggi, Martedi 27 Dicembre 2011, in quanto nella giornata odierna l’emittente radiofonica Radio Maria si collegherà in diretta proprio con l’Istituto di Padova a cui lei apparteneva. Che Suor Fulgenzia sia nella Gloria del paradiso personalmente non ho dubbio alcuno: nelle righe che leggerete troverete qualche mio ricordo di lei. Ebbene, se lei è in Cielo , può aiutarci. Vi invito a pregare questa santa suora, nativa della provincia di Sondrio, che tanto bene ha fatto nella sua vita. Infine vi dico due cose:

a)Radio Maria si può ascoltare anche su internet ( http://www.radiomaria.it/include/popup_ascolta.php )

b)se, come io spero, Suor Fulgenzia vi facesse delle piccole grazie vi invito a riferirle anche nello spazio relativo ai commenti di questo blog.

Grazie!

SUOR FULGENZIA ZANOVELLO, SUORE TERZIARIE FRANCESCANE ELISABETTINE, PADOVA, RADIO MARIA, CEP, CUCINE POPOLARI DI PADOVA, DIOCESI DI PADOVA, SANTITà, COLLEGAMENTO RADIOFONICO,

 

SUOR FULGENZIA ZANOVELLO

 

Ci sono notizie che non vorresti mai sapere. O meglio, vorresti saperle il più tardi possibile. Così successe per padre Anselmo e così è successo oggi per Suor Fulgenzia. Strana coincidenza, ho appreso della morte dei due migliori Religiosi (un uomo ed una donna)che ho conosciuto/incontrato in vita mia in modo inatteso(sebbene con modalità diversissime) e, in entrambi i casi, a poco meno di due anni dall’accaduto. Non voglio stancare col racconto dei dettagli -o meglio: lo farò in altre circostanze- anche perchè in questo momento voglio solo rendere il mio sincero, commosso e sentito omaggio a Suor Fulgenzia.

 

Suor Fulgenzia Zanovello era una religiosa appartenente alla Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine, un Istituto diffusissimo in Veneto. Ed a Padova conobbi Suor Fulgenzia. Erano gli anni Novanta e stavo svolgendo il Servizio Civile presso una Struttura della Diocesi di Padova gestita proprio dalle Elisabettine(le note “cucine popolari”, nei pressi della stazione) La comunità, quella comunità,  era di sole quattro suore: Suor Lia, Suor Antonia, Suor Ameriga e Suor Fulgenzia. Ho passato un intero anno lì. Mi tengo gelosamente dentro di me, nel mio cuore, gli straordinari esempi di carità che Suor Fulgenzia mi donò. Ora voglio solo dire che era straordinaria, certamente la migliore Suora conosciuta in vita mia.

 

E’ morta il 4 Ottobre (festa di San Francesco) del 2008. Ma io, come dicevo, lo ho appreso solo oggi. Mezz’ora fà. Tornerò a parlare di Suor Fulgenzia (davvero “nomen-omen”) e della sua letizia veramente francescana. E del suo sorriso. Posso dirlo con assoluta certezza: MAI vista triste o col muso e men che meno arrabiata, M A I. Racconterò dei suoi piccoli/grandi fioretti. Un esempio vivente di Carità cristiana e, ribadisco, letizia francescana.

 

A Dio, suor Fulgenza, a Dio!

 

E a presto.

cosimo de matteis

(Tratto dal blog “Cristo Salvatore”: http://cristosalvatore.myblog.it/archive/2010/06/08/suor-fulgenzia-zanovello.html)

…il senso della vita…

La vita umana, anche se ancora soggetta al male e alla morte, è gia stata salvata. Il mondo intero, per quanto caduco, va incontro alla gloria della resurrezione. L’avventura umana non si dissolverà nell’evento che distruggerà la terra, ma sboccherà nello scenario grandioso del giudizio universale, dove ognuno riceverà secondo le sue opere.
 
L’ultima parola non sarà il nulla o l’eterno ritorno, ma la vita che non ha fine. Il cristianesimo non si accontenta di una salvezza parziale, che si limiterebbe ad alleviare le sofferenze di un’esistenza comunque destinata a perire. La fede cristiana annuncia una salvezza totale,
 che comprende gli uomini di tutti i tempi, nessuno escluso, nemmeno un
embrione di cui nessuno conosce l’esistenza. Riguarda non solo la loro
anima, ma anche il corpo, apparentemente destinato alla polvere della terra.

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